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Bindelee nasce da un progetto per inventare oggetti di uso comune utili ed eleganti, cercando forme artistiche che si completino con la funzionalità .Naturalmente si tratta di oggetti limited edition,nati da materiali cui è stata "data nuova vita" ri-progettandoli. (Bindelee is a project to devise common objects useful and elegant looking art forms that complement the functionality. This objects are limited edition and they are created from material which has been "revitalized and re-drown').
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lunedì 15 aprile 2013

SWAP PARTY (SCAMBIO DI ABITI E ACCESSORI)

Da qualche tempo sta prendendo piede un altro fenomeno sociale piuttosto interessante, che magari però non tutti conoscono: lo swap party, cioè lo scambio di abiti, accessori moda.

La condizione è sempre quella che gli oggetti scambiati siano belli, di ottima fattura e ben tenuti.

La logica ovviamente è quella di rimettere in circolo quegli oggetti che non abbiamo utilizzato, non quelli che vogliamo "rottamare" perchè vecchi e mal ridotti.

Lo scopo è anche quello di  creare occasioni di incontro tra persone che hanno gli stessi gusti, incrementando la socializzazione.

Spesso infatti gli swap party sono organizzati in negozi, locali o presso associazioni culturali e sono accompagnati talvolta da un aperitivo e magari da una performance musicale.


Altre volte gli oggetti vengono scambiati via internet, anche tramite facebook.

Ma per capire meglio questo fenomeno vediamo questo servizio di Ballarò di qualche anno fa:



Servizio Ballarò: comprare senza soldi. Baratto e Moneta ... - YouTube










For some time  another social phenomenon very  interesting is catching, but maybe not everyone knows: the swap party, that is the exchange of clothing and fashion accessories.

The condition is always that the items exchanged are beautiful, well-made and well kept.


The logical course is to recirculate the objects that we have not used, not those who want to "scrap" because old and badly reduced.


The aim is also to create opportunities for interaction between people who have the same tastes, increasing socialization.


Often the swap parties are organized in shops, or cultural associations and are sometimes accompanied by a drink and maybe a musical performance.



At other times the objects are exchanged by the Internet, for example facebook.


But to better understand this phenomenon we see the service Ballarò that Rai 3 made a few years ago:







UPCYCLING E WARDROBE SURGERY (Conversione di materiali di scarto e "Chirurgia del guardaroba"

Ultimamente, grazie alla acquisizione di una nuova coscienza sociale più attenta all'ambiente, si sta dando valore all'UPCICLYNG.

Dice Wikipedia: Upcycling è il processo di conversione di materiali di scarto o prodotti inutili in nuovi materiali o in prodotti di migliore qualità o per un miglior valore ambientale.


In un recente articolo, datato 06 marzo 2013 di Carlotta Clerici, sul Corriere della Sera, si pone l'attenzione sulla Gran Bretagna come nazione all'avanguardia per una moda ecosostenibile.

In pratica il governo inglese sostiene i giovani stilisti che lavorano tenendo in grande considerazione l'impatto ambientale e le scelte etiche.

Alla base di tutto naturalmente ci deve essere una buona educazione ambientale, come anche afferma lo stesso articolo....


Comunque, un'interessante proposta la dà la nuova tendenza alla "Wardrobe Surgery" che tradotto in italiano vuol dire "Chirurgia del guardaroba".

Green Closet è colui che presenta questa nuova tendenza e gli stilisti londinesi, attenti all'uprecycling, la fanno subito loro.
Si tratta di recuperare capi già presenti nel nostro guardaroba, e  "rimetterli in circolazione" sotto nuova forma, riutilizzandoli magari anche in parti.   Spiego meglio: vi sarà già capitato di vedere una borsa ricavata da un vecchio jeans o da una gonna, ecco, quello è recycling e ciò che è stato fatto è chirurgia del guardaroba!

Quindi NON BUTTATE VIA NIENTE tutto può tornare a essere MODA!!!




Recently,  a new social environmental consciousness  is growing in the soul of the people: it's the value for UPCICLYNG.

Wikipedia says: Upcycling is the process of conversion of waste materials or useless products into new materials or in products of better quality or for a better environmental value.


In a recent article, dated March 6, 2013  Carlotta Clerici, in an article of the Corriere della Sera,  says that the Great Britain is the nation that is leading to a sustainable fashion.

In practice, the British government supports young designers who work taking into great consideration the environmental impact and the ethical choices.

Underlying all, of course, must to be a good environmental education, as well as the same article says ....


However, an interesting proposal gives it the new tendency to "Wardrobe Surgery" .

Green Closet is the one who has this new trend and fashion designers in London, who want to be careful to do a good uprecycling, take this idea immediately.
It is to recover items already in your wardrobe, and "put them back in circulation" in a new form, perhaps even reusing parts. Explain: you will already have seen a bag made ​​from an old pair of jeans or a skirt: that is recycling and what has been done is surgery of the wardrobe!

So DO NOT DISCARD ANYTHING  everything can go back to being a fashion object.

mercoledì 10 aprile 2013

Vecchie tradizioni per un ambiente più sano!


FUROSHIKI? 



La ricerca di abitudini meno nocive per l’ambiente passa spesso per il recupero di tradizioni più o meno abbandonate negli ultimi decenni.

In molte occasioni questo cambiamento, lungi dall’essere un sacrificio, si rivela molto più interessante. E’ il caso delle buste di plastica, sostituite dalle shopper di tela, o del ritorno di qualcosa che riuscirebbe familiare a molte delle nostre madri, e sicuramente alle nostre nonne: i fagotti. Una tradizione giapponese diventata popolare anche in occidente: quella del furoshiki.



VAI AL LINK!!!



Cos’è un furoshiki e qual è la sua storia ce lo spiega Comida de Mama:

Il furoshiki è un quadrato di stoffa. Piegato e annodato serve per contenere e trasportare oggetti, o per avvolgere elegantemente dei regali.
Può essere di cotone, seta, rayon. Coloratissimo colori ‘Edo’ (marrone, nero, verdone) per gli uomini, fantasie e colori ‘Kyoto’ per le donne, double face, con il blasone della famiglia, delle scritte commemorative, con fantasie o in tinta unita. Fatti a mano, a macchina, da massaie, artigiani, artisti, bambini. C’è l’imbarazzo della scelta.
Materiali e finiture adatte ad ogni occasione sottendono a regole precise.
Il lato di questo fazzolettone quadrato varia da i 45 cm per piccole cose fino a 230 cm per mettere via futon invernali durante l’estate. Per facilitare le operazioni di annodamento spesso uno dei due lati è leggermente più lungo dell’altro, senza però intaccare troppo la proporzione del quadrato.
[…] Diffuso (non solo) in Giappone fin dal XII-XIV secolo con il nome di hirazutsumi nel Periodo Muromachi (1392-1573) torna in auge per trasportare i vestiti nei sentō, bagni pubblici, e diventare tappetino per i piedi prendendo il nome di furoshiki (furoderiva dalla parola “bagno” shikideriva dal verbo “stendere”)
Lo so. State pensando a che stoffe quadrate avete in casa.

La scelta della fantasia del tessuto in Giappone non è esclusivamente una questione estetica, come ricorda Giappone Italia:

Scegliere e annodare un furoshiki è diventata un’arte che si tramanda di generazione in generazione da ben più di mille anni. Non basta un pezzo di stoffa qualsiasi, bisogna valutare il colore, il disegno e il tessuto. Anche l’occasione determina quale furoshiki usare. Ad esempio, un regalo verrà avvolto in un furoshiki di seta su cui sarà stampato un motivo tradizionale, come fiori di ciliegio. A volte chi fa il regalo può addirittura insistere perchè l’altra persona accetti in regalo anche il furoshiki.
Naturalmente, ci sono furoshiki di diverse dimensioni, e adatti a vari scopi. Possono servire per trasportare grossi cocomeri come pure alte bottiglie di sakè. In Giappone normalmente si mette l’oggetto da avvolgere al centro del furoshiki, diagonalmente. Se l’oggetto ha una forma allungata, la stoffa che avanza ai lati viene piegata per bene attorno ad esso, prima da una parte e poi dall’altra in opposta direzione.

Il 6 marzo 2006, il giapponese ministro dell'Ambiente , Yuriko Koike , ha creato un panno furoshiki per promuovere il suo uso nel mondo moderno.[1]


Continua Doi Mat La Dam:

Nel 2005 il Ministro dell’Ambiente giapponese Yuriko Koike condusse un’indagine sulle borse di plastica arrivando alla conclusione che una borsa che pesa da 8 a 10 grammi richiede da 16 a 18 ml di olio crudo per essere prodotta. Inoltre durante il processo di costruzione emette 30 gr di diossido di carbonio (CO2) e altri 31 gr sempre di CO2 durante il suo incenerimento.
E’ sotto gli occhi di tutti il disastro ambientale prodotto dalle apparentemente innocue sportine per la spesa, o shopper, nel mare antistante il Giappone e le coste orientali del continente asiatico: la famosa Isola di plastica del Pacifico di cui già dicemmo in apposito post.
Il Pacific Trash Vortex e’ un’isola di spazzatura, soprattutto plastica, formatasi nell’Oceano Pacifico a partire dagli anni cinquanta, con un diametro di circa 2500 km, pari ad una superfice di 4.909.000 Km², una profondità di 30 metri ed un peso di 3.500.000 tonnellate.
E’ ad opera della North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica dotata di un particolare movimento orario a spirale, che i rifiuti galleggianti si aggregano fra loro.
Ogni anno vengono usate in Giappone 30 miliardi di borse di plastica.
Continuare a usarle è letale per la salute del nostro pianeta.
E’ per questo che Yuriko Koike ha deciso di incentivare il ritorno alla tradizione del Furoshiki.
La foto qui sotto non è ancora una ragione sufficiente per piantarla con le buste della spesa?
[...]
Tre sono i metodi base di avvolgere gli oggetti con il furoshiki:
Hirazutsumi (che significa avvolgere) è il modo più elegante, indicato per fare pacchetti-regalo;
Hitotsumusubi (che significa “con un nodo”);
Futatsumusubi (che significa “con 2 nodi”).
Poi ci sono tante varianti di questi metodi base.
Otsukaizutsumi è il metodo più popolare per avvolgere oggetti quadrati.
Binzutsumi è il metodo per avvolgere bottiglie.
Kakushizutsumi è una variante del metodo Otsukaizutsumi e serve per avvolgere oggetti pesanti.
Makizutsumi è il metodo per avvolgere articoli cilindrici come rotoli.
Hikkakezutsumi è il metodo a due nodi per avvolgere scatole rettangolari.
Suikazutsumi è il metodo usato per avvolgere le angurie.
E chi di noi non ha mai dovuto affrontare in vita sua il problema di come avvolgere un’anguria?
Chi si ritiene immune da simili problematiche non si illuda; presto o tardi dovrà fare i conti con un’anguria recalcitrante che non si lascia avvolgere da niente e da nessuno.
Ecco, da oggi sappiamo che una soluzione c’è.
E’ il metodo Suikazutsumi.
Alcuni giovani designer negli ultimi tempi si sono interessati al furoshiki e l’hanno rivisitato nelle loro creazioni. Commenta Blog Casase:
Il cosiddetto fagotto, antenato dei nostri attuali sacchetti di plastica, ha accompagnato in passato tante giornate di chi stava lontano da casa aiutandolo a farlo sentire a casa.
Vivande, libri o altri oggetti necessari alla vita fuori casa vivevano là, all’interno di pacchetti fai-da-te con stoffa spesso proveniente da stracci per la cucina. Associato nel nostro immaginario a periodi di poca floridità economica, è stato poi spazzato via da sacchetti usa e getta simbolo di una società del benessere che non ha bisogno di conservare, riciclare, tenere.
Ma in periodo di crisi ecco che si riscoprono gli oggetti di una volta, rivalutandoli e facendoli rivivere sotto nuovi aspetti.
File: Furoshiki.jpg
Foto by: Wikipedia